I VINI DEL VULCANO PIÙ FAMOSO AL MONDO

I vini del Vesuvio al Merano Wine Festival 2019

I vini del Vesuvio (Vesuvio DOP, Vesuvio Lacryma Christi DOP, Pompeiano IGP) saranno presenti nell'area Territorium Campania alla 28ma edizione del Merano Wine Festival in programma dall'8 all'11 novembre 2019 a Merano (Bz), Gourmet Arena > Kurhaus > dalle 10.00 alle 18.00

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I vini del Vesuvio a Ischia Vintage 2019

ISCHIA VINTAGE, giunta alla XVII edizione, è un evento che intende celebrare l’amore per il bello e la passione per il buono, un weekend dedicato al piacere della buona cucina e del buon vino. ISCHIA VINTAGE nasce per chiudere la stagione estiva al Regina Isabella Resort, luogo di culto per il benessere, con un tributo al vino e al piacere della convivialità per ricordare che Ischia non è solo l’isola delle terme millenarie ma è un’isola contadina con vignaioli di grande talento. I Vignerons ospiti rappresentano le migliori espressioni di territori ad alta vocazione vitivinicola: Il Piemonte, l’Alto Adige, la Toscana, la Calabria, la Campania dei vini vulcanici (Roccamonfina e Falerno, Taburno, Vesuvio e Campi Flegrei, Ischia, Greco di Tufo) in degustazione anche in un’esclusiva Masterclass guidata da Ian D’Agata, Tommaso Mascolo e Nicola Matarazzo.

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Consorzio Vesuvio "Ambasciatore del Territorio" Legambiente

Oggi a Napoli è stato assegnato da LEGAMBIENTE il riconoscimento di "Ambasciatore del territorio" al Consorzio Vesuvio per la sua opera nel rispetto del patrimonio ambientale, sociale, culturale del Vesuvio, offrendo una concreta opportunità di sviluppo sostenibile a tutta la comunità locale.

Il presidente del Consorzio Ciro Giordano: «Questo riconoscimento premia il grande sforzo che i consorziati stanno portando avanti da anni per tutelare e valorizzare il territorio vesuviano»

Legambiente consegna al presidente del Consorzio Vini Vesuvio, Ciro Giordano, il riconoscimento di “Ambasciatore del territorio” vesuviano, quale attestato del grande lavoro di cooperazione messo in campo in questi ultimi anni dal Consorzio, impegnato nella tutela e valorizzazione delle risorse vitivinicole vesuviane con un approccio multidisciplinare. Il riconoscimento è giunto nell’ambito del Forum nazionale di Legambiente sull’Agroecologia Circolare, tenutosi l’altro giorno nella cornice di Castel dell’Ovo a Napoli.
A rendere ancora più importante il riconoscimento è il fatto che esso sia giunto proprio nell’ambito di un’iniziativa che ha visto Legambiente chiamare a raccolta agricoltori e aziende del settore agroalimentare delle diverse filiere e comparti, con l’obiettivo di stimolare un’alleanza che sia pronta a recepire le istanze che giungono dai consumatori e dal pianeta. Attenzione puntata, infatti, su nuovi scenari agricoli, in cui la sostenibilità rappresenta la maggiore priorità.
«Sono particolarmente orgoglioso - dichiara Ciro Giordano - per questo importante riconoscimento ricevuto da Legambiente. Si tratta di un’attestazione che premia il grande impegno che il Consorzio Vini Vesuvio e i suoi consorziati stanno portando avanti in questi ultimi anni, adottando tutti gli strumenti sostenibili possibili. Siamo impegnati in un progetto che abbiamo denominato “VesuvioWay”, la creazione di un progetto di BioTerritorio intelligente che vada oltre l’esperienza dei distretti monotematici, allo scopo di definire un modello che promuova l’attuazione di pratiche concrete, di cooperazione per lo sviluppo, l’adozione e la diffusione
di innovazioni per la gestione sostenibile delle risorse del territorio culturale locale e la tutela della biodiversità dei vini del Vesuvio.
È ormai riconosciuto da tutti che l’agricoltura può diventare l’alleato più importante del pianeta nella sfida dei cambiamenti climatici. Le pratiche agricole del passato hanno spesso trasformato la terra da alleata in nemica. Ecco perché è necessario ripensare i sistemi agricoli, per garantire maggiore sicurezza alimentare e, soprattutto, per renderla resiliente agli effetti del cambiamento climatico, oltre che tutelare la biodiversità. I soci del Consorzio Vesuvio - rimarca il presidente - sono fortemente convinti che questa sfida sia ormai ineludibile. Per questo l’impegno del Consorzio sarà quello di stimolare il trasferimento di innovazione al mondo produttivo, per rispettare l’ambiente e al tempo stesso diventare sempre più competitivi sul mercato. In questi anni siamo stati impegnati anche in collaborazioni con il mondo della ricerca, proprio al fine di sostenere l’introduzione e la sperimentazione di pratiche agronomiche innovative e sostenibili. Produrre nel rispetto delle logiche della sostenibilità è una necessità a cui il settore agricolo e in particolare quello vitivinicolo non possono più sottrarsi. Il nostro obiettivo - conclude Giordano - è trasformare questa necessità in opportunità».

 

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Alta Scuola Veronelli ospite del Consorzio Vesuvio

 

Alta Scuola Veronelli  CAMMINARE LE VIGNE Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019


Il terzo Modulo Esperienziale del primo corso dell'Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, ha come protagonista la Campania e il Vesuvio.

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180° anniversario della prima linea ferroviaria italiana (Napoli - Portici) con la locomotiva Vesuvio

L’inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana, 180 anni fa | Era lunga circa 7 km e collegava Napoli a Portici

Il 3 ottobre del 1839, 180 anni fa, venne inaugurata la prima linea ferroviaria italiana, che collegava Napoli alla vicina località di Portici. A questo evento Google oggi dedica il suo doodle, l’immagine che compare di tanto in tanto al posto del logo nella homepage del motore di ricerca.

La costruzione della Napoli-Portici venne affidata all’ingegnere francese Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie, che aveva esposto il suo progetto tre anni prima a Ferdinando II di Borbone, re dell’allora Regno delle due Sicilie. Il progetto prevedeva di collegare Napoli a Nocera Inferiore con una diramazione per Castellammare. I lavori, diretti da Bayard, incominciarono l’8 agosto 1838 e dopo tredici mesi venne ultimato il primo tratto a un solo binario, a cui prima dell’inaugurazione venne aggiunto un secondo binario.

Il giorno dell’inaugurazione il re precedette il convoglio e si fece trovare nella villa del Carrione al Granatello di Portici, da cui a mezzogiorno diede il segnale di partenza alla locomotiva, pronunciando questo discorso: «Questo cammino ferrato gioverà senza dubbio al commercio e considerando come tale nuova strada debba riuscire di utilità al mio popolo, assai più godo nel mio pensiero che, terminati i lavori fino a Nocera e Castellammare, io possa vederli tosto proseguiti per Avellino fino al lido del Mare Adriatico». Il convoglio, composto da otto vagoni, impiegò circa dieci minuti a percorrere 7,25 chilometri. A bordo c’erano 48 invitati oltre a una rappresentanza dell’esercito reale costituto da 60 ufficiali, 30 fanti, 30 artiglieri e 60 marinai. Nell’ultima vettura c’era la banda della guardia reale.

I vagoni furono costruiti a Napoli, nello stabilimento di San Giovanni a Teduccio, mentre la locomotiva a vapore, chiamata “Vesuvio”, venne acquistata dalla società inglese Longridge Starbuck e Co. di Newcastle-upon-Tyne. Nei quaranta giorni successivi all’inaugurazione, 85.759 passeggeri viaggiarono sulla linea Napoli-Portici. Il 1º agosto 1842 la ferrovia venne ampliata raggiungendo Castellammare di Stabia, il 20 dicembre 1843 fu inaugurato il tratto Napoli-Caserta e un anno dopo il treno arrivò a Pompei e Nocera. Nei successivi anni anche negli altri regni italiani venne avviata la costruzione dei primi tratti ferroviari, e al momento dell’Unità d’Italia c’erano circa 2mila chilometri di tracciati ferroviari in tutto il paese.

Credit il post.it 03102019 

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