I VINI DEL VULCANO PIÙ FAMOSO AL MONDO

Vitigni

Specificità della zona geografica

Fattori storici
La coltivazione della vite e la produzione di vino hanno da sempre caratterizzato la storia dell’area vesuviana, a partire dai primi insediamenti greci dell’XVIII secolo a.C. di Ischia e Cuma. Tra il I e II sec a.c. l’area vesuviana è inserita nella regio più ricca dell’impero romano, in questa area si producevano la maggior quantità dei vini dell’Impero e alcuni tra i vini più pregiati del tempo. Gli scavi archeologici presso i numerosi siti e in particolare della Villa Augustea di Somma Vesuviana, costruita attorno al II secolo d. C. e ricoperta dall’eruzione nel 472 d. C., hanno portato alla luce una tra le più importanti “villae rusticae” dalla zona vesuviana, il più grande sito di vinificazione dell’antichità a oggi conosciuto, che rappresenta una fondamentale testimonianza storica della centralità della cultura e del commercio del vino del Vesuvio.

Fattori naturali
Il Somma-Vesuvio costituisce un sistema di eccezionale valenza ambientale, paesaggistica, storico-culturale, naturale ed agricola, Esso comprende suoli con grado di differenziazione iniziale, laddove il processo pedogenetico più evidente è rappresentato dalla formazione di orizzonti di superficie più o meno sottili, ricchi in sostanza organica umidificata, che sovrastano direttamente il substrato pedogenetico, oppure un orizzonte di alterazione debolmente differenziato. I suoli mostrano, negli strati superficiali, una debole alterazione del vetro primario. Si sono formati a partire da depositi piroclastici da caduta o da flusso, oppure da depositi vulcanoclastici risedimentati localmente ad opera di acque di scorrimento superficiale non organizzate e dal deflusso incanalato. La porzione meridionale del complesso comprende essenzialmente il cono vesuviano e rappresenta l’area di più recente formazione e morfogenesi. Le frequenti eruzioni di epoca medievale e storica recente hanno operato un continuo rinnovamento della superficie topografica non permettendo, tra l’altro, lo sviluppo di un suolo completo. Questi suoli presentano un profilo con proprietà andiche moderatamente espresse, legate all’attività dei materiali vetrosi vulcanici primari; suoli calcarei, su depositi piroclastici contenenti carbonato di calcio; suoli minerali grezzi su depositi di lapilli e ceneri dell’eruzione del 1944.
L’area è interessata da un clima mediterraneo di tipo temperato, con inverni non troppo freddi, precipitazioni dell’ordine di 550 mm annui, concentrate in primavera ed in autunno, con la presenza di periodi estivi con prolungata siccità. Le precipitazioni a carattere nevoso sono limitate, in genere, alle altitudini superiori ai 1.000 metri ed hanno breve durata.
il sistema di circolazione delle acque superficiali è molto scarso e limitato a qualche sorgiva sul versante settentrionale del Monte Somma; suoli lavici estremamente permeabili assorbono infatti tutte le precipitazioni ed inoltre i versanti a maggiore pendenza consentono la raccolta delle acque solo nei profondi valloni scavati sui fianchi del vulcano.
Un'elevata umidità relativa, che nei mesi estivi può superare il 65%, compensa il deficit idrico provocando la formazione di abbondanti rugiade. Alle pendici del complesso non sono rare piccole variazioni del microclima, che hanno favorito la formazione di diverse aree fitoclimatiche.

Fattori umani
La vitivinicoltura del Vesuvio ha preservato le sue particolari caratteristiche e i suoi tratti distintivi di antiche origini. Le viti, che affondano le radici nei suoli vulcanici, non hanno subito gli effetti nefasti della fillossera e sono coltivate a piede franco. Non è difficile imbattersi in viti centenarie e le viti improduttive sono rimpiazzate mediante l’antico metodo della propaggine, interrando un tralcio per dare vita una nuova pianta. La conoscenza e la tradizione dei vitivinicoltori locali si è tramandata alle nuove generazioni in ragione delle specificità ambientali, consentendo anche di preservare la biodiversità e la ricchezza ampelografica dell’area.
Le viti sono coltivate in terreni ricchi di declivi naturali e ben esposti al sole,
L’influenza del mare, la quale brezza marina attraversa le vigne costantemente cosi limitando l’accumularsi di umidita evitando lo sviluppo di muffe o agenti che possono provocare la formazione di malattie che vanno a danno delle produzioni e della stessa pianta.
Sul territorio vesuviano data l’incidenza delle correnti che arrivano dalle montagne limitrofe come il Matese, le montagne irpine porta una buone escursione termica tra il giorno e la notte permettendo una buona acidità nei vini rendendoli longevi freschi e sapidi

L’orografia del territorio di produzione e l’esposizione prevalente dei vigneti, localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della vite, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole all’espletamento di tutte le funzioni vegeto produttive della pianta.
Le 4 categorie dei vini inserite nel disciplinare trovano esistenza grazie al bellissimo clima mite che consenta la maturazione omogena e graduale delle uve donando alle stesse le caratteristiche idonee alle produzione delle categorie sopra citate
La categoria Vino spumante e vino spumante di qualità prevede la raccolte delle uve anticipate rispetto alla maturazione tecnologica quindi rapporta tra zuccheri e parte acida, a discapito degli zuccheri e aumento della parte acida consentendoci di avere dei vini di partenza per la rifermentazione freschi acidi e poco alcolici, queste caratteristiche ci sono permesse grazie alle esposizione delle vigne e al suolo sabbioso vulcanico.
La categoria vino comporta la raccolta delle uve nel momento in cui si raggiunge l’equilibrio della maturazione tecnologica e fenologica consentendoci di avere dei vini che hanno un rapporto gustativo equilibrato un grado alcolico sostenuta da una grade struttura ottenendo dei vini sapidi freschi intesi al naso, con dei colori paglierini tenuti accompagnati sempre dai riflessi verdolini questo ci è consentito sempre grazie ai fattori climatici ce influenzano la maturazione delle uve, come la ventilazione che non consente il ristagno sia di umidita ma anche dia aria troppo calda che potrebbero alterare la maturazione delle uve.
La categoria vino liquoroso e il vino passito ci è consentito all’andamento climatico costante la quale estate arriva fino alla fine di ottobre consentendo la concentrazione degli zuccheri sia parzialmente sulla pianta o nei locali per appassimento delle uve in carenza di umidita evitando lo svilupparsi di muffe che possono danneggiare le uve.

Tutti i fattori sopra citati ci danno la possibilità di avere dei vini con delle caratteristiche uniche, in qualche modo irripetibili in quanto sono intrinseche al territorio, avendo un territorio dalla grande storia abbiamo la possibilità di raccontare l’evoluzione del territorio e con esso la crescita qualitativa dei vini e l’evoluzione del mercato.

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